SPUMANTE ITALIANO: FENOMENO IN FORTE ESPANSIONE

Nel 2020 gli imbottigliamenti di spumante sono stati altissimi e hanno riguardato molte regioni italiane.

Poco più di 750 milioni di bottiglie, di cui oltre 600 milioni a denominazione d’origine, con una propensione all’export di oltre il 70%”.

Lo scorso anno l’Italia ha assistito ad un fenomeno molto interessante: gli imbottigliamenti di spumante sono stati elevatissimi. Il totale ammontava a 5,6 milioni di ettolitri, ovvero 750 milioni di bottiglie da 750 ml, di cui 438 milioni di spumante DOC, 182 milioni di DOCG, 6 milioni di IGT e il resto di varietali e comuni. “Oltre alla Glera e agli internazionali, sono piccoli-grandi protagonisti i vitigni locali, come Lambruschi, Malvasie, Grillo, Nero d’Avola, Negroamaro e Vermentini. Una dimostrazione inequivocabile che la febbre da spumante, accesa dal successo planetario del Prosecco, ha contagiato tutto lo Stivale”.

Il maggior numero di imbottigliamenti si è registrato in Veneto, per una quota complessiva di 528 milioni di bottiglie (82% del totale). Qui la produzione e gli imbottigliamenti di spumante hanno riguardato per la quasi totalità spumanti DOP (99,9%).

Seguono gli spumanti piemontesi (69 milioni di pezzi, 11% del totale) e quelli lombardi, con una quota del 3%, equivalente a 21,3 milioni di bottiglie. Sopra l’1% di quota altre due regioni: Trentino (12 milioni) ed Emilia Romagna (8,8 milioni)”.

In Lombardia e in Piemonte, la composizione per tipologie è stata leggermente diversa rispetto al Veneto: la maggioranza ha riguardato spumanti DOP, ma la quota dei varietali si attestava intorno al 15%. Situazione più variegata in Emilia Romagna e in Sicilia, dove gli imbottigliamenti hanno riguardato DOP, IGP e altri varietali. In Friuli Venezia Giulia, invece, sono stati i varietali i principali protagonisti circa gli imbottigliamenti di spumante.

L’analisi completa del Corriere Vinicolo è consultabile qui.

Per favore ruota cellulare in modalità portrait