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LA PRODUZIONE DELLA DOCG ROERO TORNA A CRESCERE

Ripartenza per gli imbottigliamenti della Denominazione Roero e slancio verso una totale sostenibilità.

Dopo un 2019 da record, l’effetto della pandemia si è fatto sentire con un -7% sugli imbottigliamenti della Docg Roero in tutto il 2020, ma l’anno in corso è ripartito in controtendenza, con crescite in doppia cifra, sopra il 15%”.

Il Consorzio tutela Roero, che oggi rappresenta 1233 ettari vitati e 233 tra soci e viticoltori, sta vedendo una ripartenza dei propri imbottigliamenti ed è fiducioso in vista della fine dell’anno. Infatti, come anticipato, se l’anno scorso si è registrato un calo del 7%, al momento, nel primo semestre del 2021 la crescita si attesta attorno al 15%, un dato davvero incoraggiante. “La Dop non conta soltanto il Roero bianco, a base Arneis, ma anche il Roero rosso, a base Nebbiolo. Una tipologia che è cresciuta di oltre il 20% negli ultimi tre anni e che ha superato il mezzo milione di bottiglie nel 2020. Terza Docg a base Nebbiolo come numero di imbottigliamenti”.

Sebbene gli imbottigliamenti stiano aumentando, le quotazioni della denominazione sottoforma di vini sfusi stanno registrando una flessione (200 euro/ettolitro). La causa è da individuare principalmente nell’aumento delle vendite della denominazione (soprattutto della tipologia bianca) nella distribuzione organizzata, che vale circa il 15% dei volumi.

Per questa denominazione il Consorzio sta valutando di spostarsi verso un approccio totale alla sostenibilità, vietando tra le tante cose l’uso di prodotti chimici per il diserbo. “I produttori virano verso una maggiore tutela della biodiversità. Obiettivo non semplice, per un distretto che conta il 20% delle aziende biologiche certificate, con quasi metà degli associati che già utilizzano sistemi orientati alla sostenibilità, ma dove la flavescenza dorata colpisce duramente ogni anno e contro la quale si continuerà ad agire coi metodi attualmente in uso”.

L’articolo completo di Tre Bicchieri è disponibile qui.

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