LA PANDEMIA HA INCORAGGIATO IL FENOMENO DEL BAG IN BOX

Il formato bag in box ha registrato numeri da record nell’anno della pandemia.

Gli analisti ci parlano di un formato che è a buon diritto tra i principali trend globali da tenere sotto osservazione in questo 2021 e per i prossimi anni”.

Lo tsunami Covid ha accelerato notevolmente il trend del bag in box, inventato in Australia già negli anni ’60. Questo formato è apprezzato soprattutto all’estero, in Paesi come Svezia, USA, Canada; mentre in Italia i consumatori mostrano ancora diffidenza verso questa tipologia di vino.

In Italia il bag in box ha registrato sensibili crescite a livello di GDO”, infatti sono stati venduti quasi 20 milioni di litri (+26,4%) per un valore di 35,3 milioni di euro (+27,8%). A livello nazionale, le vendite dei bag in box sono così ripartite: 55% Centro e Sardegna, 30% Nord e 15% Sud.

 “L’Italia è il primo esportatore di vino in volume e primo produttore mondiale”; le esportazioni hanno registrato un valore di quasi 100 milioni di euro. Il primo Paese importatore di bag in box italiano è la Svezia, con un valore di 23 milioni di euro; seguita da Norvegia (17 mln), Regno Unito (14 mln), Germania (10 mln), USA (6 mln) e Canada (oltre 5 mln).

L’Abruzzo del bag in box si esprime anche coi vini di Codice Citra, la cui produzione 2020 è di oltre mille ettolitri in volume per circa 150 mila euro in valore, di cui 63% per l’Italia e il 37% all’estero, soprattutto Canada e Germania”.

L’articolo completo è disponibile su Tre Bicchieri del 18 Marzo di Gambero Rosso.

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